Paolo Gentili
Paolo Gentili, è psicoterapeuta e docente di Psicologia clinica presso il Dipartimento di scienze psichiatriche all’Università La Sapienza di Roma.
Negli ultimi anni ha seguito con grande attenzione gli aspetti psicologici legati alle condizioni croniche e alle malattie acute. Sul vissuto di malattia e sulla relazione paziente-curante ha scritto numerosi libri. Ha accompagnato l'evoluzione dell'educazione terapeutica in campo diabetologico e ha svolto un'intensa attività formativa nei confronti del personale sanitario.

Il tema della serata è "Il diabete: cosa accetto e cosa no".

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MODERATORE Buona sera Professor Gentili!
Lisa Buonasera
PAOLO GENTILI Buonasera lisa e buonasera a chi si sta collegando.
dott.x Ma che genere di domande le possiamo porre?
PAOLO GENTILI Di tutto di più, purché sia sulla persona con il diabete e non sul ‘diabetico’.
PAOLO GENTILI Mi permetta di scherzare! Riparliamo del diabete da accettare o meno come se esistesse IL DIABETE e non il mio diabete! vuole che mi spieghi meglio?
Lisa Si, per cortesia, si spieghi meglio...
dott.x Dottore, ma che significa avere il diabete?
PAOLO GENTILI Vi invio un po' di vento 'psicologico': credo che parlare del diabete tout court è come parlare di una ‘cosa’ che esiste fuori di me, come la glicemia. Credo che ogni fatto che mi tocca, dall'amore alla malattia, acquista il colore e il sapore che io gli dò col mio cuore, cervello, relazioni, storia personale ecc...
breus Verissimo Professore
kristina Buonasera, scusate il ritardo, mia figlia, 14 anni, dopo i primi 2 anni di relativa accettazione del diabete, ha avuto un vero e proprio crollo: rifiuto degli stick, delle pasticche, della dieta, del diabete in sè (siccome è una forma rara, lei dice che non si sa ancora cosa è). Inoltre ha avuto un discreto calo a scuola ed ha cominciato ad avere atteggiamenti di grossa ribellione (primi alcolici, prime sigarette...) Aiutoooo che faccio?
Lisa Credo che il pensare positivo, abbia un`importanza notevole in chi soffre di una malattia cronica, forse è questo che mi ha salvato, dopo 19 anni di diabete sono fisicamente sana di tutto, credo di esserlo anche psicologicamente...
PAOLO GENTILI Qualcuno ha una sua esperienza per aiutare Kristina? Lisa, raccontaci come hai fatto a sviluppare il pensare positivo.
Lisa Credo con il contribuito dei miei figli e di mio marito... la famiglia è importante.
PAOLO GENTILI Sono d'accordissimo, ma come hai potuto accettare di essere aiutata?
Lisa Carattere, amo la vita sempre e comunque, la amo tutta, anche avendo questa malattia…
PAOLO GENTILI Cioè in fondo ami te stessa. Puoi dirci come sei arrivata a questo traguardo?
breus Io con il diabete ci convivo benissimo, ce l'ho e lo accetto. So che con la cura si vive bene.
MODERATORE Il segreto è sempre quello, Lisa: accettare se stessi. Lisa è una delle tante persone speciali che frequentano questo spazio, Professore. E Breus non è da meno.
MODERATORE Mi spiace solo che non ci siano, per il momento, altri genitori che possano portare a Kristina la loro esperienza.
Lisa Non è detto che io abbia accettato il diabete, lui è il mio nemico da tenere a bada. Siamo sempre in lotta, non sono speciale, sono riuscita a rialzarmi, dopo che una bomba atomica era esplosa intorno a me, ero appena sposata con 2 bimbi piccolini, sono riuscita a reagire...come? Vivendo...
PAOLO GENTILI Posso essere un po' scomodo? E quando siete in crisi cosa vi aiuta a rialzarvi? Credo che questa vostra risorsa di poter uscire dalle crisi della vita, e anche del diabete, sia fondamentale per apprezzare quel buono che la psicologia ci dice che abbiamo dentro
kristina ma io come posso aiutare mia figlia ad accettarsi in una età già così difficile? A voi i vostri genitori come vi hanno aiutato, cosa vi è servito e cosa vi ha dato fastidio?
Lisa Per un`adolescente è diverso, nel vortice della vita...
breus credo interessi anche noi, quello che il Prof dira' a Kristina
PAOLO GENTILI a Kristina: innanzitutto coraggio! perché credo che ogni madre abbia un discernimento speciale e una sua genialità pe scoprire le profondità dei propri figli. Forse per aiutare tua figlia dovresti chiederle innanzitutto di poter entrare nel suo intimo per ‘condividere’, più che ‘risolvere’. I suoi conflitti con se stessa e con la vita, nonché con... i suoi genitori.
Lisa Non troppe attenzioni, distante, ma vigile, niente sgridate...
kristina Ma non ha nessuna intenzione di parlare di diabete.
Lisa Non è detto che si debba parlare sempre di diabete, io non ne parlo quasi mai in famiglia... bisogna vivere normalmente...
PAOLO GENTILI Infatti, i figli non chiedono di parlare del problema ma di parlare 'con loro', soffrire con loro certi che non siamo dei maghi ma solo capaci di offrire un'intelligenza affettuosa.
kristina È difficile non dirle niente quando mangia male, quando non si controlla e non prende le pasticche.
Lisa Anche a me da fastidio essere controllata, o che abbiano nei miei confronti attenzioni particolari, devo vivere normalmente....se no mi manca l`aria intorno...
hermione87 È la seconda volta che vengo qui e non facile, dopo 10 anni con db1 scopro di non averlo acettato… credevo di averlo fatto e invece è quasi fare finta di non averlo… ed è un periodo difficile…
MODERATORE Che cosa è intervenuto a determinare questo cambiamento, hermione87?
hermione87 Qquello che è cambiato è la presa di coscienza delle consequenze e la diversità verso chi non è diabetico ecc. cose che ultimamente mimandano in crisi.
Lisa Cosa non accetto del diabete? Le ipo per esempio....siamo sempre sul: Che glicemia avrò... non si sta mai tranquilli, anche se bene o male si riesce a compensare...
donata Anche io non accetto le ipo.
PAOLO GENTILI Aiutatemi: datemi 3 aggettivi sulle ipo
donata La mia paura è soprattutto non riuscire a svegliarmi... quando sono da sola!!!
PAOLO GENTILI kristina, e tante come lei, ha veramente un grosso problema, vogliamo focalizzarci su questo o parliamo degli altri spunti che stanno uscendo?
kristina Adesso abbiamo chiesto un supporto psicologico poiché mia figlia si è chiusa a riccio e non parla di niente con noi, ho scoperto delle sue ‘trasgressioni’ dal blog su cui scrive con i suoi amici... ma faccio bene a controllare?
donata kristina è normale che tua figlia al momento non accetti il diabete, sai? Probabilmente adesso si sente diversa dagli altri....anche se non lo è assolutamente!!!
kristina Penso che tu abbia ragione, grazie.
PAOLO GENTILI Complimenti hai centrato il punto focale. La paura di morire ce l'abbiamo dentro tutti, e tutti abbiamo bisogno di dare un senso a questo evento ineluttabile. Ma se troviamo una risposta alla morte, avremo trovato anche la risposta al senso della vita.
breus Kristina, perché non parli con gli amici di tua figlia del suo problema? Potrebbero aiutarla.
kristina Proverò anche questo... sperando chenon se ne accorga. Ma ne ha parlato solo con pochissimi. Lei rifiuta di parlarne e di sentirsi da meno, e pur di non dire che una cosa le fa male... la fa e basta.
Lisa Sana ribellione adolescenziale... come tutti i ragazzi della sua età. Credo non sia il diabete ma l`età... Questa ribellione l`avrebbe avuta comunque, il diabete è un fattore in più, che la disorienta ma crescendo cambierà.
kristina Speriamo... almeno l'età passa!
franci75 Buonasera doc io ho una bimba di 3 anni diabetica, celiaca e ora anche una potenziale tiroidite di hashimoto come pensa che possa accettare una situazione del genere. Questo non accadrà mai, ci si può solo convivere.
PAOLO GENTILI Hai ragione, con-vivere è il 1° obiettivo per restare accanto e prenderti cura dei tuoi figli. Poi li potrai seguire nelle loro malattie e nelle cure e nel loro crescere. Così i tuoi figli si sentiranno 'fatti bene’ e importanti per te e in futuro per tutti gli altri.
MODERATORE Sentirsi ‘fatti bene’. Straordinario e illuminante, professore
franci75 Grazie doc, ma ogni giorno che passa diventa sempre più difficile anche conviverci almeno nel mio caso che oltre a diabete devo combattere con la celiachia, molto difficile anche quello, e ora anche la tiroide sembra che tutto questo non abbia ai fine.
donata Allora doc… io non ho paura di morire... ma mi preoccupa dare spettacolo. non sò perché!!!! Mi è capitato di andare in coma al mare!!! e avevo 100 persone intorno!!! e quando mi sono svegliata mi preoccupava questo! lo so è sbagliato ma è cosi!!!
PAOLO GENTILI Anche dare spettacolo può essere assolutamene dignitoso e arricchire chi ti guarda: pensa a giovanni paolo II, con la sua vecchiaia e il suo parkinson. Importante è credere che qualunque nostra manifestazione è preziosa perché parla di noi.
Lisa Il Papa che ci ha lasciato, ci ha insegnato come si vive e come si muore...
sabry75 Buona sera doc io sono la mamma di un bambino di 9 anni diabetico da 2. Lui magari per ora lo accetta io, anche se non lo do a vedere, non credo che lo accetterò mai.
PAOLO GENTILI Perché ipotechi il tuo futuro?
sabry75 Perché credo che quando si rendera conto della sua condizione (nel senso quando sarà solo lui a gestirsi) magari potrebbe avere un crollo.
PAOLO GENTILI Permettetemi una domanda: ho l'impressione (perdonatemi) che ci sia molta paura di essere vulnerabili, specie se lo sono i nostri figli. che mi dite?
Lisa La vulnerabilità fa parte della nostra vita...purtroppo, o per fortuna... se no ci sentiremmo immortali...
MODERATORE Qualcuno vuole affrontare il tema della vulnerabilita?
donata Io non mi sento affatto vulnerabile!!!!
kristina Riesco a stare tranquilla e ad esserlo con mia figlia solo se non penso a tutte le complicazioni che potrebbe avere e a tutti i problemi che stanno venendo fuori collegati all'insulinoresistenza (diabete, squilibri ormonali, amenorrea, ...) insomma se vivo alla giornata son in pace col mondo... ma la notte, mentre tutti dormono, spesso torna tutto a galla.
PAOLO GENTILI Certo che la notte è il tempo della nostra debolezza nella quale tutte le nostre rappresentazioni, specie quelle legate ai mostri che ci attaccano, mettono a dura prova la nostra 'impalcatura' razionale
zucchero filato Io ho paura per mia figlia la vedo spesso cosi triste e questo mi fa tanto male.
PAOLO GENTILI Se ti può aiutare puoi cominciare a chiedere a tua figlia che cosa vuole proprio da te sola.
verdy63 Ho seguito con molta attenzione quello che avete detto sull'accettazione del db. È la prima volta che partecipo a una chat di questo tipo anche perché, nonostante la mia età (43 anni e mezzo), è da pochissimo (due anni e mezzo) che mi hanno riscontrato il diabete 1. Io sto faticando moltissimo ad accettare quasta malattia quindi posso immaginare come possa stare un bambino o un adolescente a confrontarsi quotidianamente con i mille problemi che comporta.
donata C’è anche un'altra cosa che non accetto!!! Sono le complicanze! Accidenti!
kristina Io, più che invulnerabile, pensavo di essere in grado di proteggere mia figlia, ma così non è e non posso far nulla per difenderla, e per quanto possa informarmi, documentarmi, non posso toglierle nulla e il problema ce lo avrà sempre lei.
Lisa Più si sentirà protetta. più si ribellerà.
Lisa Io mi sento vulnerabilissima!!! Anche se vivo appieno la mia vita... penso anche che forse domani non ci sarò, ma questo non mi annienta...
kristina Parlami di te, perché dici così, sei madre o figlia? che esperienza hai?
Lisa Io sono mamma di una ragazza di 20 anni e un ragazzo di 21 anni, ho vissuto la loro adolescenza.
kristina quindi si sopravvive all'adolescenza di una figlia? no perché dopo la questa ne ho un’altra di 10 anni e un’altra di 7... tutte femmine!
Lisa Certo!!! Io li facevo andare da tutte le parti... proibire è segnare la strada delle bugie...
PAOLO GENTILI Certo che il diabete è innanzitutto un problema per chi ce l'ha. Credo che possiamo imparare ad accompagnarli con coraggio.
breus io ho 63 anni e sono diabetica tipo 2 dal 1999 e l'ho accettato, non posso fare altrimenti,
PAOLO GENTILI Puoi raccontarci le barriere che trovi nel tuo percorso per accettare il tuo diabete?
zucchero filato Io so che vuole tanta attenzione il problema è che non riesco a spiegarle che è ‘malata’.
PAOLO GENTILI Se non riesci a spiegarle che è malata inizia a spiegarle in che cosa è viva e poi fatti aiutare da un diabetologo di tua fiducia.
hermione87 Ma in che siamo vivi? scusi dott., alla fine io vedo la mia vita che comunque finirà male per le complicanze che potranno venire ecc. Scusate il pessimo ma ripeto è un periodo difficile.
PAOLO GENTILI Perché scusarsi del proprio pessimismo. Tutti noi ne abbiamo diritto, perché siamo persone e non esseri programmati per sorridere sempre. Cosa ti impedisce di sentirti viva?
hermione87 ok... diverse cose il sapere che la vita alla fine non è in mano a noi ma ne dipendiamo, che non possiamo controllare niente e se vogliamo vivere dobbiamo farci insulina ecc.. cmq richiedo scusa sono molto negativa.
breus Hermione in questo modo vivi male e non solo per il diabete, devi essere più positiva.
hermione87 Ho 19 anni diabetica da 10 scusa...
Tamtam La vita spesso non è in mano a noi, anche per un non diabetico
hermione87 È difficile, va da schifo.
donata Ma povera... mi dispiace molto sei giovanissima... ma, sai, prendertela nn risolve nulla. Anzi, ci stai ancora più male e anche le tue glicemie ne risentono!!!
franci75 Non devi scusarti se sei pessimista dimmi qui chi non lo è, solo chi lo nasconde bene... (Dona non è per te)
MODERATORE Hermione, forza, fai una piccola magia questa sera.
hermione87 ok... se esistessero le magie...
PAOLO GENTILI Un pensiero positivo: la vita non è nostra ma siamo liberi di prenderla per mano e rispettarla (autocontrolli?),da qui la fonte della nostra stima.
mimmodelsud Egr. dr. ma ci stanno togliendo il diritto all'autocontrollo!
mimmodelsud Animiamo un pò questo dibattito di questa sera cosa si ccetta del diabete: NULLA è una ‘maledizione’ purtroppo che all'inizio va a rallentatore ed il suo traguardo è catastrofico. Gl interessi che girano intorno al pianeta ‘diabete’ sono immensi tesori, pensate ai prodotti che ci sono sul mercato: svariati tipi di pillole, striscette, macchnette, insuline e quant'altro, interessi mecagalattici, Voi pensate che la ricerca spazzi via tutto ciò? Ricordate! si parlò di cellule staminali, poi come le intercettazioni telefoniche, si insabbiò tutto. Vogliamo affrontare questo argomento?
Lisa Nonostante tutto l`impero economico che ruota intorno al diabete, a me piace pensare alla sana ricerca di tante persone.
franci75 Scusate ma stasera sono arrabbiata con tutto il mondo. Gli esami della tiroide alle stelle e non accetterò mai che oltre a 2 malattie… perché, non giriamoci intorno, chiamiamole come volete condizioni, situazioni, sempre malattie sono, ci metta anche questa. Mia figlia è troppo piccola.
sabry75 Sì, ora apro un forum per noi mamme esaurite (hihi in tutti i sensi)
kristina Dimmi dove lo apri che vengo subito.
Tom Mio figlio (quasi 11 anni) qualche ora fà doveva fare il consueto cambio ago del microinfusore, operazione periodica che non ha mai creato nessun problema. Però questa sera è scoppiato improvvisamente in un pianto a dirotto. Se vogliamo parlare di accettazione, questo esempio non ha bisogno di commenti :-((
PAOLO GENTILI Ho esperienza (anch'io sono padre) che il pianto di un figlio fa sempre male, sta a noi prendere coraggio per dargli coraggio.
donata Secondo lei doc, una persona con diabete farebbe bene a parlare con uno psicologo?
MODERATORE Tutti farebbero bene a parlare di piu' con gli psicologi, Donata
franci75 Certo bisogna vedere che psicologo ti trovi davanti, se poi devi essere tu a tirare su lui eheheeh la vedo dura quindi e meglio che ne trovi uno privato.
mimmodelsud Adesso a noi diabetici ci hanno tagliato anche le striscette reattive, costano troppo quindi ci dobbiamo arrangiare.
Lisa Il problema delle strisce è regionale. In certe regioni possono avere le strisce che vogliono, in altre sono razionate.
sabry75 La mia di psicologa l’hanno ricoverata dopo la prima seduta con me.
MODERATORE Dover tirar su uno psicologo dev'essere una terapia fantastica, sabry!
verdy63 Innanzitutto premetto che nella città dove vivo esiste un centro diabetologico dove si contano circa 6.300 malati, e mi sono sentita dire da tutti i dottori del reparto che praticamente il mio è un caso unico per loro. In effetti mi rendo conto che non puo essere ‘normale’ partire all'esordio con una terapia insulinica per poi annullarla del tutto dopo due mesi. Mi era stato diagnosticato un iperinsulinismo. In pratica ogni volta che assumevo zuccheri la glicemia si abbassava a 40 o 30.
zucchero filato Non sempre è facile dare coraggio, questa esperienza mi ha fatto sbattere col muso nei miei problemi
PAOLO GENTILI forse è una risposta anche x altri: di fronte al muro dei problemi è possibile trovare dentro di sé il desiderio di vivere innanzitutto e nonostante il 'maledetto' diabete
kristina Mia figlia produce l'insulina alle stelle (che fa i suoi danni e ha i suoi effetti collaterali) ma non la usa e quindi ha il diabete.
Lisa Allora non ha il diabete di tipo 1, metformina e un po`di movimento possono contribuire a un buon controllo glicemico…
kristina Mi hanno parlato di marcata resistenza insulinica che provoca diabete e svariati squilibri ormonali.
donata Posso farle una domanda doc? Come mai questi giovani la maggior parte hanno il rifiuto totale del diabete? Cosa ne pensa??
PAOLO GENTILI Poi ti rispondo, ma tu cosa ne pensi?
donata Secondo me? Allora forse perché conducono una vita un pochino movimentata e si vergognano? questo è un mio parere ovviamente!!!
sabry75 E chi lo accetta secondo te? ci puoi convivere ma accettarlo è impossibile.
ubaldo Io non ho mai avuto rifiuto totale del diabete. L’ho accetato dal primo istante che me lo hanno diagnosticato.
PAOLO GENTILI Raccontaci come hai fatto.
ubaldo Beh, la mia grande forza è stata: che quando mi hanno ricoverato in ospedale ero vicino al reparto di oncologia. E vedendo quei bambini piccoli che lottavano per la vita mi sono detto: “Sono il ragazzo più fortunato del mondo”. E quindi decisi subito dopoche mi ero ripreso con le flebo di farmi insegnare dalle infermiere come dovevo farmi le iniezioni e da quel giorno decisi che dovevo solo prendermi cura del mio diabete e che ci potevo convivere tranquillamente come oggi faccio. Tutto qua dott. Gentili.
PAOLO GENTILI Forse i giovani sono i perfetti allievi di questa società che nega il senso e il ruolo della sofferenza e ci chiede di essere perfetti. I giovani ci credono forse perché noi genitori siamo scandalizzati dalla vita che ci è data per soddisfare il nostro più grande bisogno che è quello di amare: vedi Ubaldo.
Tamtam Mah, saremo anche fortunati, ma la cosa non mi consola affatto.
sabry75 Certo, in ospedale basta che ti guardi intorno e pensi "però, mi è andata bene guarda questo o guarda quello" però non ringrazio di certo il cielo per questo dono.
Lisa Il rifiuto per gli adolescenti è come far finta che il diabete non esista... un rifiuto psicologico...
gnegno Come si fa ad accettare una malattia che ti togile il controllo di te, che da un momento all'altro ti rende apatico, stanco, ti fa tremare e sudare e ti rende difficile interagire con gli altri, così d'improvviso?
zucchero filato E può una bimba di 6 anni accettare una cosa simile?
sabry75 Mi sembra come quando mio figlio ha avuto l'esordio 1.020 di glicemia in rianimazione che urlava come un pazzo e le infermiere che mi ronzavano nelle orecchie dicendomi "non preoccuparti farà una vita NORMALE" e cosa cè di normale secondo voi? una vita di buchi e di punture a me non sembra per niente normale… bambini che corrono felici… quello si che è NORMALE scusate lo sfogo ma per me è così.
kristina Ti capisco, io per parecchio tempo ho guardato tutte le ragazzine che mi passavano davanti, guardandole dalla testa ai piedi, sopratutto se mangiavano un gelato o delle patatine... e di fronte a ragazzine ‘in carne’ ho pensato: “ma perché non è venuto a lei il diabete?" ebbene si lo ammetto!
breus Kristina, non è detto che quelle ragazzine in carne non abbiano il diabete.
mimmodelsud Se avessimo ammazzato qualcuno, avremmo scontato una reclusione di 20/30 anni, poi saremmo stati liberi.
ubaldo Poi posso dirle dottore che da quando utilizzo il microinfusore ho dimenticato di essere diabetico?
mimmodelsud La ricerca ragazzi, dobbiamo dargli addosso.
MODERATORE Giusto, mimmo, aiutiamo sempre la ricerca.
Tamtam Ma poi perché non dovremmo desiderare la perfezione?
PAOLO GENTILI Perché la perfezione è un aguzzino che ci chiede cose impossibili. noi genitori soffriamo nei figli ma dobbiamo cercare di vedere il figlio malato come NOSTRO e quindi il miglior figlio che potevamo avere. Ma lo crediamo buono e possibile?
sabry75 Doc, io non ho mai pensato a mio figlio come a un malato
PAOLO GENTILI Brava importante è pensare al tuo 'ragazzo' come a ‘mio figlio'. Lui sarà molto contento di esistere anche con il diabete perché saprà di essere amato anche se non è perfetto. Non è quello di cui tutti abbiamo bisogno?
Tamtam Cercare di raggiungere mete anche impossibili è una delle poche cose che ci fa andare avanti, non crede?
donata Ecco ad esempio... il nostro Ubaldo doc!!! è un ragazzo che ha capito i suo problema... bravissimo!!!!
PAOLO GENTILI hai ragione
ubaldo grazie donata
MODERATORE Ubaldo, dovresti tenere un corso!
zucchero filato A me sembra un po’ troppo ‘ottimista’.
ubaldo Non sono ottimista mi piace vivere e non mi sono fatto bloccare dal diabete
breus Bravo Ubaldo
ubaldo Ok ci sto, mi piace dialogare sul mio problema e se posso essere di aiuto mi metto a disposizione.
MODERATORE Puoi dare un contributo fantastico partecipando regolarmente a queste chat, ubaldo.
franci75 to Stef: scusa ma a 15 mesi le fanno usare la lantus??????? la mia ha 3 anni ea il db da quando aveva 18 mesi e la lantus me la darano solo quando compirà i 6 anni
PAOLO GENTILI L'amore è paziente, servizievole, non cerca il proprio interesse: e tutti noi ne abbiamo fame... ed è un 'dolce’ che non alza la glicemia! saluti a tutti e grazie di essere così vivi,
breus Grazie di essere stato con noi Professore, buonanotte
Lisa Grazie della sua bella frase... e chi ci distrugge se esiste l`amore? Per tutto ma per la vita prima di tutto.
hermione87 Vi devo salutare grazie a tutti cmq nonostante la mia negattività per le vostre parole siete stati tutti gentilissimi.
franci75 Buona sera doc e grazie di essere stato con noi.
kristina Grazie al Prof e a tutti voi, dopo mesi di lettura silenziosa ho trovato la forza di muovere le dita anche io. Buona Notte.
MODERATORE Grazie davvero Kristina.

In 4 parole
Un po' frettolosamente i medici parlano di 'accettazione del diabete' da parte del paziente. Frettolosamente perché sembra quasi che la condizione diabete debba essere accettata in toto. I medici più attenti si rendono conto che l'accettazione è un percorso, sono state anche identificate diverse possibili fasi di questo percorso.

Nella realtà però è raro e forse impossibile che una persona 'accetti' in toto e per sempre una condizione che incide in modo importante sulla vita come il diabete. Più probabilmente ci saranno aspetti che vengono accolti, altri con i quali si viene a patti e altri che invece si continua più o meno consciamente a rifiutare.

In 4 link
Un' interessante intervista a Jean Philippe Assal, padre della educazione terapeutica, il primo a interrogarsi sul percorso di accettazione della condizione cronica da parte del paziente.

Paolo Di Berardino che ha in tasca una doppia specializzazione in medicina
interna e psicologia parla degli aspetti psicosociali del diabete in questo
articolo
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Un sondaggio realizzato su un ampio campione di persone con il diabete
commentato da psicologi e diabetologi

Una psicoterapeuta romana Anna Maria Scalabrino ha scritto un libro pieno di spunti decisi e anche polemici. Inutile negare la realtà scrive in pratica la Scalabrino, il diabete incide sul profondo della nostra psiche. Vediamo
in che modo
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È di Paolo Gentili il primo dei tre capitoli nei quali è diviso questo libro dedicato ai medici.