Emanuela Spotti
Emanuela Spotti, cremonese laureata in Psicologia Clinica a Bologna e specializzata alla Scuola Superiore di Psicoterapia di Cremona, da alcuni anni collabora con il Centro Diabetologico dell'Ospedale civile di Cremona.

Il tema della serata è "Convivere con il diabete, essere protagonisti. Si può?".

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EMANUELA SPOTTI Buonasera a tutti e benvenuti
moderatore Buona sera anche alla dottoressa Spotti
EMANUELA SPOTTI Sono molto contenta di intervenire a questa chat.
Lisa Grazie Buon anno a tutti. Appena uscita dall`influenza, quest`anno mi ha beccata, nonostante il vaccino.
EMANUELA SPOTTI Mi auguro che l'episodio influenzale non abbia compromesso eccessivamente il tuo compenso glicemico
Lisa Certo lo scompenso quando non stiamo bene è un problema. Le gliecemie salgono, insulina in più
EMANUELA SPOTTI Le glicemie salgono e tu come stai?
Lisa Adesso bene, ma ho avuto di tutto, febbre, mal di gola, tosse. In più che si sta male per l`influenza, dobbiamo anche adeguare l`insulina.
pattono Io ho una domanda per iniziare: nel titolo abbiamo scritto 'essere protagonisti', cosa intendeva dire esattamente?
EMANUELA SPOTTI Chiediamo a tutti i nostri amici cosa pensano del titolo di questa sera
Fulwari Come si puo non essere protagonisti?
Lisa Protagonisti come informati della nostra patologia?
EMANUELA SPOTTI Protagonisti nella cura della malattia
Lisa Informati per curarci meglio, allora
diegocarpi64 Cara dottoressa sono daccordo con lei: oltre a essere protagonisti si è anche documentati
EMANUELA SPOTTI certo...
diegocarpi64 Io ho letto un sacco di riviste giornale libri su questa malattia
tato57 L'informazione è la cosa + importante
EMANUELA SPOTTI E' importante essere documentati, ma ancora più imprtante è come si vive soggettivamente la malattia, voi cosa ne pensate?
diegocarpi64 Vivere la malattia non è facile; ogni giorno è differente a un altro
Lisa Ma i medici si chiedono di cosa abbiamo veramente bisogno noi diabetici?
EMANUELA SPOTTI Sì Lisa, non solo noi psicologi ma anche i medici si chiedono in che modo sia meglio autare i pazienti a curarsi
tato57 Ma anche soggettivamente conta molto la conoscenza della malattia principalmente, ma anche una conoscenza alimentare che magari avrebbe evitato tanti DB tipo 2
EMANUELA SPOTTI Credo che un'informazione adeguata sia fondamentale per la cura e la gestione del diabete, proprio per evitare le famose complicanze… ma altrettanto importante è la gestione consapevole della malattia
tato57 Se un dottore "spaventa" non è un buon dottore…
EMANUELA SPOTTI Sono d'accordo con tato
Fulwari Io penso che il lato psicologico della malattia sia ancora fortemente ignorato
EMANUELA SPOTTI Negli ultimi anni invece l'aspetto psicologico nella cura della malattia diabetica (malattia cronica) inizia ad essere una colonna portante nella stessa cura. Non so se qualcuno di voi ha nel centro diabetologico presso il quale viene curato la figura dello psicologo
diegocarpi64 No da me non esiste il pscologo
sky il mio diabetologo me lo ha proposto spesso ma io ho sempre rifiutato
Fulwari Io ho una psicologa nel mio centro tuttavia non riesco a trovare risposta ai miei problemi che sono esclusivamente psicologici. Sono in cura dalla psicologa del centro da 5 anni
Lisa Ma si ha veramente bisogno di uno pisicologo? Io non ci sono mai andata
EMANUELA SPOTTI Il rapporto con lo psicologo è molto soggettivo
Lisa Ti sta aiutando?
Fulwari Mi ha aiutato ad elaborare molte cose della mia vita ma non riesco a fare il salto che mi permetta di risolvere il problema
inseparabili Buonasera a tutti, sono la mamma di un bambino diabetico di 6 anni come mi devo comportare? Io gli faccio i controlli davanti a tutti faccio bene? Dottoressa, come mi devo comportare per fargli accettare la sua situazione senza grossi problemi? Credo che lui si senta diverso dagli altri anche se non me lo dice
EMANUELA SPOTTI Io credo che la risposta sia dentro ognuno di noi e che lo psicologo, come il medico, ci possa aiutare ad avvicinarci a ciò di cui abbiamo veramente bisogno per stare bene. Voi cosa ne pensate?
inseparabili Io lo penso, ma mio figlio di 6 anni? Lo penserà anche lui?
Lisa La risposta è dentro di noi, ma com`è difficile trovarla, a volte.
EMANUELA SPOTTI Ritengo che, per poter autare il figlio, sia indispensabile poter parlare con lui della malattia diabetica senza aver paura
inseparabili Lui non dice mai niente anche se gli chiedo sempre cosa pensa
chiaretta miele Io ho 10 anni, ho sempre trascurato il diabete e il compenso, ma da quando ho accettato di curarmi, paradossalmente ho cominciato a soffrire di ansia, attacchi di panico e sono caduta poi in depressione e oggi sono seguita da una psicologa!!!! e volevo dire a tutti: se avete problemi ad accettare il diabete parlatene ad uno specialista
EMANUELA SPOTTI Purtroppo la paura ha lo scopo solo di paralizzare ed ingigantire dentro di noi i pensieri, transformandoli in angosce
chiaretta miele Vi assicuro che la psico-terapia e i farmaci possono davvero aiutarvi
diegocarpi64 Dottoressa, secondo lei, chi puo capire meglio un diabetico?
EMANUELA SPOTTI Il diabetico è prima di tutto una persona e come tale ha dentro di sè tutte le risposte e le risorse per riuiscire a curarsi al meglio
ninocampanella Un altro diabetico
tato57 Si, però io che sono Db dopo 4 anni ho dovuto smettere di parlare di DB con mia figlia anch'essa DB su consiglio della psicologa, c'era troppa rivalità e confronto
EMANUELA SPOTTI Lo psicologo ed i medici sono soltanto un mezzo per aiutarci a capire quale sia la cura migliore
diegocarpi64 Giusto, quindi a cosa serve un psicologo se non è un diabetico?
tato57 Proprio perchè non è DB può essere molto imparziale
ninocampanella Un pò di spicologia dovrebbero insegnarlo anche ai diabetologhi che trattano i pazienti da deficienti
tato57 Psicologo e diabetologo insieme sono la spalla migliore x noi, finche non arriviamo a camminare con le nostre gambe, e qui il titolo ha senso
EMANUELA SPOTTI Tato57 ha detto qualcosa di importante, su cui vale la pena riflettere: psicologo, medico, ma prma di tutto noi stessi esseri umani "normali"
inseparabili Dottoressa ma faccio bene a fargli i controlli davanti a tutti?
chiaretta miele Secondo me i controlli dovrebbe imparare a farli lui davanti agli altri
EMANUELA SPOTTI C'è qualcuno che può aiutare inseparabili? Qualcuno con la stessa esperienza?
sky Io credo che i controlli li debba fare lui da solo e poi decidere davanti a chi farli spontaneamente
Lisa Crescendo devi insegnarli sicurezza anche con il diabete, di non vergognarsi della sua patologia.
donata Io credo che convivere con il db vuol dire essere sempre consapevoli di cosa si fa!!!
EMANUELA SPOTTI Voi cosa ne pensate?
sky Prima di tutto accettarlo
Lisa Ecco il salto che manca, a volte, camminare con le nostre gambe, se si riesce ad arrivare a questo, si vive serenamente.
inseparabili I controlli alcune volte le fa da solo ma ancora non è in grado di valutare i suoi valori quindi devo essere presente sempre anche io
chiaretta miele Perchè è ancora piccolo
inseparabili Il mio problema è che lui parla sempre del diabete di quanto potrà guarire ecc. ecc. ma non mi dice mai anche se stimolato come si sente veramente
Lisa Non chiederglielo, non potrai avere risposta, trattalo come un bambino normale, non farlo mai sentire un ammalato, ti ringraztierà nel futuro. Digli che si fa sempre ricerca per la nostra patologia, che tanti scienziati studiano per noi, la possibilità di una cura
inseparabili Alcune volte, quanto lo vedo triste, mi dice che è arrabbiato perchè lui ha il diabete
sky Come dire.... è insito in noi e alla mattina ci svegliamo già con quel pensiero di misurare la glicemia come una persona normale va in bagno… è piccolo poi imparerà che il diabete fa parte d lui
Fulwari Ma se la paura ti impedisce la corretta gestione del diabete… non è normale o almeno non salutare
EMANUELA SPOTTI E come tali si provano paure, insicurezze ed incertezze, ma a fianco a queste ci sono le risorse e la voglia di andare avanti; voi cosa ne pensate?
sky Ti posso dire come mi sento io da diabetica da anni
EMANUELA SPOTTI Sono molto interessata
sky ci si sente normali il più delle volte anche se non lo siamo perchè ormai consideriamo il diabete parte di noi
diegocarpi64 Dottoressa come puo aitare uno psicologo?
EMANUELA SPOTTI Lo psicologo ha lo spazio ed il tempo per occuparsi dei bisogni della persona, non limitandosi a parlare di ipo ed iper
diegocarpi64 Allora tutti possono fare gli psicologi…
tato57 Ci sei mai andato da uno psicologo? Poi cambierai idea che lo possono fare tutti
EMANUELA SPOTTI Vorrei ritornare al titolo: convivere con il diabete significa essere protagonisti della propria cura. La vostra esperienza cosa ci suggerisce?
Fulwari Mi sembra ovvio che siamo noi protagonisti della nostra cura, trovo il titolo inutile. Chi la fa l'insulina e le misurazioni??? io no?
sky Io dico che è la verità, il mio medico può dire e fare quello che vuole ma sono sempre io in prima linea, con dieta attività fisica e insulina a giostrarlo
EMANUELA SPOTTI Sono assolutamente d'accordo con voi. Chi fa l'insulina siete voi, ma alcune volte risulta oggettivamente faticoso gestire una malattia cronica come il diabete. Ecco perchè il titolo parla di convivenza e sottolinea il protagonismo nella cura
diegocarpi64 Io sono stato ricoverato per depressione cronica e lo psicologo che mi visitava non è stato capace di aiutarmi sai perché?
tato57 Possono essere tanti i perchè, non sono psicologo, ma poi alla fine siamo sempre noi che ci guariamo, non è lo psicologo
diegocarpi64 Bravo. Quindi tu puoi parlare con mille psicologi ma non risolverai mai il tuo problema, soltanto con la tua forza ce la puoi fare
EMANUELA SPOTTI Negli ultimi anni l'educazione terapeutica ha messo al centro della cura proprio il paziente, proprio perchè il paziente è quindi la persona gestisce circa il 90% della cura
tato57 No, da solo non ce la potrai fare, troppo coinvolto in qualsiasi patologia comunque è così, dall'esterno la visione è piu chiara
diegocarpi64 Il medico mi può dire quale insulina, e qui ci siamo, il medico mi può prescrivere la dieta, e qui ci siamo, ma quando sto male e la glicemia è alle stelle e il sistema imminitario e in tilt, chi mi aiuta?
EMANUELA SPOTTI Vorrei sapere se qualcuno di voi ha un'esperienza "positiva e costruttiva" con lo psicologo del prorprio centro
donata Io ho un buonissimo rapporto con la psicologa del mio centro
tato57 Io ho iniziato per la figlia, adesso ci andiamo quasi più spesso noi genitori, e la figlia sta molto meglio
EMANUELA SPOTTI Donata, in poche parole ci vuoi parlare della tua esperienza?
donata Io partecipo a dei gruppi al mio centro dove li facciamo con pz. di tipo uno, e ovviamente c'è anche la psicologa
EMANUELA SPOTTI Come ti trovi a lavorare in gruppo? Spiega ai nostri amici cosa significa lavorare in gruppo
donata Ovviamente si parla di tutto, dei calcoli dei cho, delle ipo e delle iper… mi trovo benissimo perché ovviamente ci si confronta con altri pazienti e insieme a questo team riusciamo a risolvere parecchi dubbi che ognuno di noi ha
tato57 Secondo me serve anche come dice Dona il gruppo per parlare a conoscere il DB, ma lo psicologo deve lavorare singolarmente
nadia Ma bisogna rivolgersi anche a un psicologo per il diabete? io l'ho scoperto da un mese ma nessuno mi dice nulla
EMANUELA SPOTTI Nel centro dove io lavoro, mi occupo proprio di affiancare persone come te, che hanno appena scoperto di essere diabetici
donata Infatti… questo è fondamentale x i giovani
nadia Io all'inizio appena me lo hanno detto ci sono stata male
EMANUELA SPOTTI Proprio perchè la diagnosi di una malattia cronica come il diabete comporta inizialmente un cambiamento nelle vecchie abitudini di vita
nadia questo è vero, ho dovuto cambiare tante abitudini
tato57 Se ti guardi attorno brutte esperienze ci sono anche fuori dal DB, il succo è non considerarci diversi
EMANUELA SPOTTI Esatto, l'importante è rimanere centrati sul fatto che, diabetici e non, siamo tutti degli esseri umanoi normali
donata come mai alcune persone appunto cadono in depressione per il diabete? forse perché non l'accettano??
EMANUELA SPOTTI Il diabete, essendo una malattia cronica, e come tale avente una ricaduta psicosomatica sul corpo e porta ad un coinvolgimento totale della persona, può evidenziare dei sintomi già presenti sott'acqua
chiaretta miele Molto spesso si scopre con l'aiuto di esperti che la depressione è uno stato pre-esistente che la scoperta del diabete porta alla luce
EMANUELA SPOTTI Il diabete può essere una concausa dell'alterazione dell'umore
Lisa Il diabete è una malattia umorale
EMANUELA SPOTTI Il diabete non è una malattia umorale, anzi lo è come lo è la psoriasi, cioè mi riferisco a tutte le malattie croniche
arico E' inutile nascondere che l'essere diabetici comporta qualche sacrificio, ma si può benissimo trovare il compromesso giusto per poter condurre una vita quasi normale. Sicuramente il diabete potrebbe scatenare una crisi depressiva in chi vi è predisposto
EMANUELA SPOTTI A te è capitato?
arico Si, più di qualche volta mi è capitatato di essere particolarmente nervoso e poi ho scoperto di essere in iperglicemia!!
fedefede73 Si però incide molto l'umore sui valori glicemici
EMANUELA SPOTTI L'umore influisce sulla gestione delle glicemie, come lo stress stesso
Lisa Influisce perchè è una malattia di continuo controllo.
donata Beh diciamo anche stressante insomma!
fedefede73 Infatti è tutto lì il problema
diegocarpi64 Allora gli sbalzi di umore da cosa dipendono?
EMANUELA SPOTTI Intanto avere sbalzi di umore è parte del vivere la vita stessa, cioè non serve essere diabetici per avere sbalzi di umore
diegocarpi64 Dottoressa vedo che lei ha a che fare con persone che hanno anni di esperienza della malattia
EMANUELA SPOTTI Nel mio centro, oltre ad affiancare persone alle quali è appena stato diagnosticato il diabete, lavoro anche con persone che convivono con la malattia da moltissimi anni, che si trovano a dover cambiare cura, magari passando dagli ipogliecemizzanti orali all'insulina
tato57 Avere anni di esperienza non vuol dire il titolo della chat "essere protagonisti"
donata Cosa intende per essere protagonisti??
EMANUELA SPOTTI Essere protagonisti non è facile ma ci aiuta a capire che noi diabetici siamo parte attiva della cura. Medico e psicologo, a questa stregua, sono delle comparse (con tutto il rispetto per i colleghi)
chiaretta miele Dott.ssa secondo lei esercizi di training autogeno possono aiutarci a gestire meglio lo stress causato dal diabete?
EMANUELA SPOTTI Tu ne hai avuto esperienza?
donata Secondo lei lo yoga potrebbe rilassare la nostra mente ed eventualmente ogni tanto dimenticarsi del db?
EMANUELA SPOTTI Qualcuno di voi conosce il training autogeno? Quello che penso io, Donata, è che fare qualcosa che piace fare sicuramente ci permette di condurre una vita più piacevole; ti piace lo yoga?
chiaretta miele Sì, e devo dire che aiuta molto durante le crisi ipo-glicemiche
nadia In cosa consistono yoga e training autogeno?
EMANUELA SPOTTI Il training autogeno è una psicoterapia di rilassamento, utilizzata con grande successo negli attacchi di panico e quindi nei sintomi ansiosi. Essendo il diabete una malattia cronica, può portare ansia, quindi il training aiuta. Ma anche l'influenza può portare ansia: voglio sottolineare che il diabete è una malattia che si può gestire
ninocampanella Ma non ci pensate, la vita è così bella, anche da diabetici!!!!!!
arico La Dott.ssa ha perfettamente ragione!!! Siamo noi che dobbiamo imparare a gestire la malattia, senza preoccuparci eccessivamente ma, nello stesso tempo, senza tralasciare piccoli particolari sia alimentari che farmacologici. Io in tre anni di malattia credo di avere fatti molti progressi grazie all'aiuto del centro diabetologivo ed alla esperienza maturata "sulla mia pelle".
Lisa Noi ci ritroviamo tutti i giorni in una chat, dottoressa, facciamo là training di gruppo, anzi ci divertiamo proprio, a chi interessa dopo dico di cosa si tratta.
EMANUELA SPOTTI Dillo ora, se ti va
Lisa Io amministro una mailng list sul diabete, che poi di diabete parliamo poco, poi abbiamo anche una chat, abbiamo inventato un altro modo di comunicare, tanti che scrivono qui questa sera ne fanno aprte
ninocampanella Si, penso che vivere accettando il diabete sia la cosa più saggia
chiaretta miele L'importante è trovare ogni giorno qualcosa per cui sorridere anche se la glicemia non è andata al meglio
arico Ho praticato il tai chi! Anche lo schiatsu! Sono delle terapie eccezionali!
moderatore Immagino che possa funzionare come lo yoga
EMANUELA SPOTTI Il diabete è oggettivamente un peso, ma credo che possa essere utilizzato per cercare di scoprire qualcosa di noi stessi utilizzandolo in modo costruttivo
diegocarpi64 Meglio di uno ypga
EMANUELA SPOTTI Come vedete ognuno di voi ha un'esperienza soggettiva di come convivere con il proprio diabete, quindi qualcuno già ha trovato gli strumenti, i mezzi quanto meno per rendere più accettabile la sua condizione. Si conferma che tutti abbiamo in noi le risorse per superare o comunque affrontare la malattia
chiaretta miele Voglio dire a tutti coloro che hanno paura delle ipoglicemie che se il diabete è gestito correttamente si può evitare di avere ipo severe
EMANUELA SPOTTI E' questo il problema: non sconfiggere il diabete ma affrontarlo. Chi è d'accordo con me?
chiaretta miele Già questa è una grande conquista
arico IO!!!!
donata IOOOO...sono perfettamente d'accordo...
diegocarpi64 Il diabete è come una bestia inferocita, ma se tu la sai calmare diventa come un gattino indifeso
Lisa Sì affrontarlo, ma noi lo facciamo, siamo un bel gruppo di amici, da anni
ninocampanella Più che affrontarlo: accettarlo
EMANUELA SPOTTI Il modello tradizionale di cura vedeva come una malattia solo organica il diabete; oggi invece il diabete è una malattia organica, psicologica e sociale; lo dimostra il fatto che siamo qui in tanti questa sera a chattare su questo argomento
nadia E' giusto dire e far sapere ai propri genitori che si ha il diabete, vivendo lontana da loro ed essi con i loro problemi di salute?
EMANUELA SPOTTI Secondo voi cosa posiamo rispondere a Nadia? E' giusto che lei viva completamente da sola il peso della malattia diabetica? Viva la malattia senza l'aiuto, la vicinanza e l'affetto della famiglia?
donata Deve avere un appoggio… è fondamentale
nadia L'unica persona che sà della mia malattia è mio marito
diegocarpi64 no non è giusto che si interni, deve parlare con un altro diabetico
tato57 No da un lato e siìdall'altro. Il diabete è suo, lei lo gestisce ma non deve nasconderlo
moderatore Nadia, non è una cosa opportuna tanta riservatezza all'esterno
Lisa Ai genitori si deve dire
EMANUELA SPOTTI Durante i colloqui con i pazienti chiedo sempre se c'è qualcuno (familiare, amico, parente) che possa partecipare al colloquio, proprio perchè è importante non vivere da isolati la malattia dabetica
arico Spesso si riesce a dialogare più facilmente con un diabetico che con un componente della famiglia, al quale occore un pò di tempo per entrare nei meccanismi della malattia.
EMANUELA SPOTTI Quello che stai dicendo rientra nei motivi per i quali si lavora in gruppo nei centri diabetologici il confronto con altri malati ci fa sentire capiti e con un senso. Tu cosa ne pensi, anzi, voi cosa ne pensate?
elelive Secondo me non è facile far capire cosa hai a una persona che non è come te
mirko Io avevo 1 anno quando ho esordito… però l'appoggio di mia madre è stato fondamentale
EMANUELA SPOTTI Credo che la sofferenza per un essere umano sia quella di sentirsi senza senso o peggio che gli altri ci facciano sentire tali
arico E' verissimo. A me capita di non riuscire neanche a confrontarmi con il mio medico di base al quale sfuggono molti particolari!
EMANUELA SPOTTI Ecco perchè è fondamentale essere noi stessi, convinti per primi di essere delle persone con un senso, e poi in secondo luogo dei diabetici. Sempre nel mio centro (ma non solo) si lavora in gruppo per dare la possibilità non solo di avere informazioni ma anche per dare lo spazio a voi, attori protagonisti, di confrontarsi e trovare tutti insieme un significato attraverso il confronto
donata Quindi anche lei fa lavoro di gruppo?
EMANUELA SPOTTI Sì anch'io lavoro con il gruppo di educazione terapeutica
Lisa Sì dottoressa, essere noi stessi, diabetici, o non.
diegocarpi64 Dalle persone bisogna saper acccettare tutto, le cose belle e le cose brutte
EMANUELA SPOTTI Hai toccato un punto nucleare, ma non solo per i diabetici, per tutti gli esseri umani... altrimenti si fa la fine di Narciso, che ama solo una parte di sè, il bellissimo volto, dimenticando che ha anche una schiena e delle gambe. Sappiamo tutti che fine ha fatto Narciso...
riki Dottoressa le sono mai capitati pazienti giovani con grosse difficolta ad iniziare un percorso di cura appropriato, causate dall'incapacita di modificare la propria vita, le proprie abitudini in funzione della patologia? E se sì, come affrota la cosa?
EMANUELA SPOTTI Sì, mi è capitato recentemente. Il ragazzo con il quale ho parlato aveva difficoltà ad accettare la cronicità della malattia, vedeva solo i costi davanti a sè come una montagna insormontabile. Lavorando con me abbiamo cercato di focalizzare la nostra attenzione e le nostre emozioni verso i benefici che avrebbe avuto nell'accettare la malattia come un momento di crescita e non soltanto di crisi. La malattia diventa paralizzante se noi ci faciamo vincere dalla paura
donata Beh… la maggior parte dei giovani la prende cosi
EMANUELA SPOTTI E' vero Donata, ma non solo i giovani. Inizialmente è una reazione del tutto normale, ma poi occorre cercare di concentrarsi sulla qualità di vita e il benessere che si ottiene ad accettare e convivere con il diabete
donata L'ha superata doc??
EMANUELA SPOTTI Sì, l'ha superata. Anzi, la stiamo superando
nadia Io sono all'inizio ma alcuni giorni mi sento a terra
sabry75 L'inizio è pesante ma vedrai che passa
nadia Spero passi in fretta
EMANUELA SPOTTI Esperienza iniziale, e naturale, di essere disorientati alla notizia di avere una malattia cronica come il diabete. Vi siete accorti che già state lavorando in gruppo e che traete vantaggio da questo? Mi riferisco al confronto costruttivo di quando si mettono insieme tante esperienze diverse
EMANUELA SPOTTI Vorrei concludere ringraziandoivi della pazienza per la lentezza delle mie risposte e, se possibile, con una frase di Nietzsche, frase inerenete "la Grande Salute". Sostanzialmente il filosofo tedesco affermava che la lotta contro una malattia cronica è essa stessa salute in quanto forma lo spirito. Nel confronto con la malattia noi troviamo la sorgente di forza spirituale
moderatore Grazie Dottoressa della sua pazienza
EMANUELA SPOTTI Grazie a voi dell'ospitalità, per me è stata un'esperienza molto arricchente. Buona notte a tutti e ricordatevi di rimanere attori protagonisti del diabete, anzi della vostra vita per quanto possibile

In 4 parole
'Devi imparare a convivere con il diabete' dicono tutti. Una frase che è insieme banale (non si capisce quale alternativa vi sia) e semplicistica. Se la completiamo bene però la frase mantiene una sua validità. Si tratta di trovare dei punti di equilibrio, fare in modo (anche con le conoscenze e le competenze giuste) che le esigenze della cura non ostacolino troppo la vita e non farsi sopraffare dai vissuti negativi (la sensazione di essere diversi, di avere qualcosa meno degli altri, la... paura). Non è facilissimo ma non è nemmeno impossibile.

In 4 link
La persona con diabete deve assumere un ruolo attivo nei confronti della terapia, essere responsabile e protagonista. La depressione comporta un atteggiamento opposto a questo e ciò spiega perché la frequente compresenza delle due condizioni tende a creare un circolo vizioso.

La tesi di specializzazione della dottoressa Spotti:
Psicopatologia di cronicità: vissuto emotivo di malattia cronica in pazienti diabetici complicati arti inferiori